Salirono sull'aereo che li avrebbe portati da K.
Ora che A. era fuori gioco, o almeno si presumeva che lo fosse, la situazione si faceva ancor più complicata. La presenza di Gabriela e Francisco non agevolava affatto il loro compito. L'emotività non aveva mai trovato spazio all'interno di quella stretta cerchia di persone, ma il problema maggiore, al momento, erano gli occhi di Gabriela! Non la raccontavano giusta e a S. la cosa non era certo passata inosservata…
Ma in questa situazione non era mica facile nascondere i sentimenti o quantomeno lasciarli da parte!
Troppi sono i ricordi di quel periodo per poter far finta di nulla!
Ma ad S. Non mancava certo la capacità di analisi e di trovare soluzioni.
Si, ma quale soluzione?
Si arrovello' per un bel po' di tempo fino a che non decise di mettere tutti al corrente di tutto.
Convocò tutti i presenti e disse loro;
"Sentite,non si può più posticipare la cosa.mettetevi comodi che vi devo dire come stanno le cose"...
 "Nel 1997 sono dovuto fuggire per mettervi in salvo e ad ora la situazione non è cambiata per un cazzo! Gabriela,Paco dovete stare lontani da me finché tutto non sarà sistemato.vi prometto che la prima cosa che farò una volta finito sto cazzo di casino , sarà quella di mettermi in contatto con voi! "
 Una volta finito il breve discorso,i 3 si misero alla ricerca degli altri due componenti della banda per avviare le ricerche di A. ,attualmente ancora disperso. ..
Prossima metà l'Antartide dove si celava J. ..............n.
Non avvertirono subito il rumore delle Jeep.  In realtà S. non si accorse del suono del motore, si rese conto però quando quello che sembrava un ronzio in lontanaza, cessò all'improvviso. "Silenzio" intimò agli altri tendendo l'orecchio. Ma non ci fu tempo. La porta si spalancò all'improvviso e cinque uomini a volto coperto fecero irruzione puntando loro addosso altrettante pistole semiautomatiche che S. riconobbe subito come Makarov.
Non ebbero tempo per reagire e non erano preparati a fuggire, senza nemmeno accorgersi di quanto stava accadendo si ritrovarono con la faccia a terra. Quando la mandibola impattò con il suolo, la vista di S. si offuscò per alcuni secondi. L'odore del grasso per gli stivali gli riempiva le narici. Gli uomini armati non dissero nulla, sapevano esattamente cosa fare, quando S. si accorse che il suo assalitore aveva lasciato la presa che lo tratteneva, si alzò di scatto a cercare gli altri. Gabriela e Paco erano scomparsi. Si lanciò fuori dalla porta non più salda sui cardini ma non c'era traccia né di loro, né degli assalitori. Solo il rumore di un motore in lontanza.
Rientrando gli fu sufficiente un solo istante per capire che qualcosa non andava. La sua mente analitica ci mise un battito di ciglia per sbattergli in faccia, con violenza inaudita, una verità sconcertante! Tutto era andato al suo posto, tutto si stava incastrando nelle caselle giuste e lui, S., quello dalla mente lucida, il freddo calcolatore, l'indiscusso burattinaio che muoveva i fili in quel lontano 1997, aveva sbagliato tutto…incredibilmente! Nella stanza, impauriti, erano rimasti i suoi compagni…tutti, tranne uno: Insieme a Gabriela e  Francisco, anche P. era scomparso!



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