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Fu durante la semifinale dei mondiali del 1990 che la conobbe. S. era sugli spalti del San Paolo di Napoli quel 3 luglio in cui, una magia di Maradona e una uscita sconsiderata di Zenga, misero Caniggia in condizione di realizzare il gol del pareggio. Gol che consentì alla nazionale Albi Celeste di arrivare fino ai calci di rigore fatali all'Italia. Gli errori dal dischetto di Donadoni e Serena avevano profondamente rattristato S. che già pregustava l'ennesima sfida alla Germania di li a qualche giorno. Uscito dallo stadio decise di annegare la propria delusione nell'alcool e il fato lo condusse all'interno di quel pub di periferia dove un gruppo di tifosi argentini stava festeggiando il passaggio del turno. Gabriela era tra loro! Il suo corpo danzava sinuoso sulle note dei cori che al San Paolo avevano spinto l'Argentina in finale e S. ben presto dimenticò la cocente sconfitta appena subita. Fu un colpo di fulmine! Gabriela si fermò in Italia per qualche mese, poi...
"Ma dove cazzo sono spariti" Pensò tra sé  e sé .Ma soprattutto il fatto dell'incredibile errore appena commesso fu come un tarlo nella sua mente! "Sto perdendo lucidità. Il tempo mi sta presentando il conto devo ritirarmi chiudo questa storia e la faccio finita. ritorno in Sud America. Già, ma bisognava risolvere il caso e trovare P. innanzitutto! Ma chi ha rapito i 3 aveva lasciato un indizio: Un proiettile inesploso della makarov era caduto ed era con una linea rossa che ne circondava la punta. Quelli li usavano solamente gli uomini di "el caballo" il nemico di una vita. I superstiti si organizzarono per andarlo a trovare. D'altronde il suo quartier generale non era distante. Eh! Si! Il famoso "el caballo", da tempo questo nome era presente nei suoi annaspanti incubi, colui che aveva tolto la vita a uno dei suoi più cari amici e suo fidato collaboratore: J.J. Questa cosa non era mai riuscito a dimenticarla e il triste ric...
  Salirono sull'aereo che li avrebbe portati da K. Ora che A. era fuori gioco, o almeno si presumeva che lo fosse, la situazione si faceva ancor più complicata. La presenza di Gabriela e Francisco non agevolava affatto il loro compito. L'emotività non aveva mai trovato spazio all'interno di quella stretta cerchia di persone, ma il problema maggiore, al momento, erano gli occhi di Gabriela! Non la raccontavano giusta e a S. la cosa non era certo passata inosservata… Ma in questa situazione non era mica facile nascondere i sentimenti o quantomeno lasciarli da parte! Troppi sono i ricordi di quel periodo per poter far finta di nulla! Ma ad S. Non mancava certo la capacità di analisi e di trovare soluzioni. Si, ma quale soluzione? Si arrovello' per un bel po' di tempo fino a che non decise di mettere tutti al corrente di tutto. Convocò tutti i presenti e disse loro; "Sentite,non si può più posticipare la cosa.mettetevi comodi che vi devo dire com...
Mai avrebbe pensato che potesse succedere. S. era in grado di pensare tante cose, si potrebbe persino dire che pensasse troppo, alcuni suoi amici lo direbbero di certo. Il pensiero e non l'azione era la sua caratteristica distintiva. S. pensava dunque, ma non fantasticava. Mai. Rifletteva, analizzava, ponderava, ipotizzava, ma senza mai lasciar andare le briglie del suo pensiero. Non pensava nemmeno come certe cose si potessero pensare! La fantasia, per così dire, in qualche modo lo disgustava. Da certa letteratura addirittura, si teneva a distanza come si fa da un animale feroce. Per quanto riguarda certi film poi...vi basti sapere che quando per strada il suo sguardo incrociava la locandina di certe pellicole con supereroi, volgeva la testa di scatto come se la sola visione del manifesto potesse nuocergli. Eppure, tutto quanto state per leggere accadde proprio a lui. Ed iniziò tutto in quel preciso momento, non un attimo prima, non un attimo dopo. Esattamente in quel preci...