S e K con le armi in pugno uscirono allo scoperto con il favore delle tenebre, procedevano di alcuni metri strisciando silenziosamente e si fermavano alla ricerca sonora di un qualsiasi indizio che gli facesse conoscere la posizione dei loro antagonisti.
Nulla. Continuarono così finchè entrambi non si resero conto che non c'era più nessuno.
Si alzarono in piedi e si maledissero per il tempo sprecato ma pronti a continuare ciò che era stato iniziato.
Ora, il fatto di essere tutti altamente addestrati, era un punto a loro vantaggio, ma non sempre. E lo sapevano. Ci sono situazioni dove l'addestramento ti salva la vita ed altre dove la mette a rischio. L'incursione che stavano per comimciare aveva bisogno di precisione ma di sicuro di una dose abbondante di improvvisazione. Essere una squadra d'assalto per loro, era tutta la loro vita. Una squadra soprattutto. E quando il momento arrivò e non trovarono nessuno, si maledissero.
Avevo perso del tempo. Ma dove?
Ma come?
Ma quando? E soprattutto quanto tempo è servito per perderli?
"tutti fuori ed alle macchine" urlò S. negli interfono.
La sua mente cominciò ad elaborare, si potevano sentire gli ingranaggi che si muovevano....
"arrivo, tranquilli che arrivo".
E salirono in macchina in direzione del ministero...
Squillò il telefono…
Non poteva essere nulla di buono. Quello era il numero delle emergenze e i pochi che ne erano in possesso sapevano benissimo quando dovevano usarlo.
Il ministro attivò la conversazione, ascoltò in silenzio le poche parole che arrivarono dall'altra parte e riattaccò senza proferire parola.
Dopo qualche interminabile istante, utile a raccogliere idee e pensieri, il ministro alzò il capo e rivolgendosi ai propri interlocutori disse poche ma significative parole:
"Stanno arrivando, dovete andarvene immediatamente"!
P., Gabriela e Francisco non esitarono oltre e imboccarono un'uscita secondaria dove un'auto li stava aspettando…
"Che sia giunta la parola a tutta questa dannata faccenda?"
Pensò tra se è sé S.
"Ho 49 anni,son stanco. La sera voglio starmene a casa con la famiglia,il cane e casomai aprirmi una birra e leggere un libro."
Forse davvero si vede la luce in fondo al tunnel, una speranza seppur fioca .
"Prendiamo una casetta nella pampa e con Gabriela e Paco ce ne staremo là "
C'era rimasto,però un conto in sospeso.il fratello..
Alla fine S. perdono' Gabriela,Paco lo avrebbe accettato come sui figlio. Ma il fratello la doveva pagare. ..
Di colpo un forte frastuono come uno sparo seguito da un rumore di ferraglia fece tremare i vetri, mi svegliai di colpo completamente fradicio di sudore, devo agire! Devo salvarli! Realizzai dopo qualche secondo che avevo sognato tutto! E anche questa volta di essere quello che purtroppo non sono... Coraggioso, forte intrepido, no, no, niente di tutto questo... Come ogni mattina quel maledetto treno mi aveva svegliato e puntualmente anche spaventato!
L'odore del caffe' che la mia vicina, come un orologio svizzero, mette puntualmente sul fuoco e la mia stanza piena di cose inutili e libri quasi tutti appena iniziati sparsi ovunque mi fecero tornare alla realta'.
Una cosa pero' mi torno' subito alla mente insieme ad un fremito lungo la schiena, quella persona che il giorno prima avevo visto era reale, non l'avevo sognata!!!
...quella persona che il giorno prima avevo visto era reale, non l'avevo sognata! Reale sì, ma era umana? La pelle traslucida, quegli occhi acquosi parevano senza pupilla e poi, il modo in cui era scomparso dietro la colonna, pareva, quasi scivolare sull'asfalto. E, a pensarci bene, anche gli abiti gli cadevano addosso in modo strano, quasi che non ci fossero ossa e muscoli al loro interno. Possibile? Non era affar suo, si ripeteva. Eppure una strana e insolita sensazione stava facendosi strada dentro di lui. Per la prima volta da tantissimo tempo, S. si sentiva eccitato e curioso. Con un balzo uscì dal letto.
Non resistevo all'idea di cercare di rivederlo! Anche se, al contrario dei miei sogni intrepidi, avevo una paura fottuta!
Approfittai del giorno di riposo, dal quel noiosissimo e monotono lavoro, per andare di nuovo nello stesso punto dove avevo scorto quella persona, sempre che di umano si trattasse!
Dopo il tragitto con la metro mi avvicinai a piedi titubante a quel punto, mi bloccai 2-3 volte pensando che ero uno stupido e che stavo perdendo tempo a fare il finto detective. Tutte scuse! perche' la paura e l'adrenalina mi stavano salendo a mille! E non a torto, perche' una sorpresa era li ad aspettarmi...
Nulla. Continuarono così finchè entrambi non si resero conto che non c'era più nessuno.
Si alzarono in piedi e si maledissero per il tempo sprecato ma pronti a continuare ciò che era stato iniziato.
Ora, il fatto di essere tutti altamente addestrati, era un punto a loro vantaggio, ma non sempre. E lo sapevano. Ci sono situazioni dove l'addestramento ti salva la vita ed altre dove la mette a rischio. L'incursione che stavano per comimciare aveva bisogno di precisione ma di sicuro di una dose abbondante di improvvisazione. Essere una squadra d'assalto per loro, era tutta la loro vita. Una squadra soprattutto. E quando il momento arrivò e non trovarono nessuno, si maledissero.
Avevo perso del tempo. Ma dove?
Ma come?
Ma quando? E soprattutto quanto tempo è servito per perderli?
"tutti fuori ed alle macchine" urlò S. negli interfono.
La sua mente cominciò ad elaborare, si potevano sentire gli ingranaggi che si muovevano....
"arrivo, tranquilli che arrivo".
E salirono in macchina in direzione del ministero...
Squillò il telefono…
Non poteva essere nulla di buono. Quello era il numero delle emergenze e i pochi che ne erano in possesso sapevano benissimo quando dovevano usarlo.
Il ministro attivò la conversazione, ascoltò in silenzio le poche parole che arrivarono dall'altra parte e riattaccò senza proferire parola.
Dopo qualche interminabile istante, utile a raccogliere idee e pensieri, il ministro alzò il capo e rivolgendosi ai propri interlocutori disse poche ma significative parole:
"Stanno arrivando, dovete andarvene immediatamente"!
P., Gabriela e Francisco non esitarono oltre e imboccarono un'uscita secondaria dove un'auto li stava aspettando…
"Che sia giunta la parola a tutta questa dannata faccenda?"
Pensò tra se è sé S.
"Ho 49 anni,son stanco. La sera voglio starmene a casa con la famiglia,il cane e casomai aprirmi una birra e leggere un libro."
Forse davvero si vede la luce in fondo al tunnel, una speranza seppur fioca .
"Prendiamo una casetta nella pampa e con Gabriela e Paco ce ne staremo là "
C'era rimasto,però un conto in sospeso.il fratello..
Alla fine S. perdono' Gabriela,Paco lo avrebbe accettato come sui figlio. Ma il fratello la doveva pagare. ..
Di colpo un forte frastuono come uno sparo seguito da un rumore di ferraglia fece tremare i vetri, mi svegliai di colpo completamente fradicio di sudore, devo agire! Devo salvarli! Realizzai dopo qualche secondo che avevo sognato tutto! E anche questa volta di essere quello che purtroppo non sono... Coraggioso, forte intrepido, no, no, niente di tutto questo... Come ogni mattina quel maledetto treno mi aveva svegliato e puntualmente anche spaventato!
L'odore del caffe' che la mia vicina, come un orologio svizzero, mette puntualmente sul fuoco e la mia stanza piena di cose inutili e libri quasi tutti appena iniziati sparsi ovunque mi fecero tornare alla realta'.
Una cosa pero' mi torno' subito alla mente insieme ad un fremito lungo la schiena, quella persona che il giorno prima avevo visto era reale, non l'avevo sognata!!!
...quella persona che il giorno prima avevo visto era reale, non l'avevo sognata! Reale sì, ma era umana? La pelle traslucida, quegli occhi acquosi parevano senza pupilla e poi, il modo in cui era scomparso dietro la colonna, pareva, quasi scivolare sull'asfalto. E, a pensarci bene, anche gli abiti gli cadevano addosso in modo strano, quasi che non ci fossero ossa e muscoli al loro interno. Possibile? Non era affar suo, si ripeteva. Eppure una strana e insolita sensazione stava facendosi strada dentro di lui. Per la prima volta da tantissimo tempo, S. si sentiva eccitato e curioso. Con un balzo uscì dal letto.
Non resistevo all'idea di cercare di rivederlo! Anche se, al contrario dei miei sogni intrepidi, avevo una paura fottuta!
Approfittai del giorno di riposo, dal quel noiosissimo e monotono lavoro, per andare di nuovo nello stesso punto dove avevo scorto quella persona, sempre che di umano si trattasse!
Dopo il tragitto con la metro mi avvicinai a piedi titubante a quel punto, mi bloccai 2-3 volte pensando che ero uno stupido e che stavo perdendo tempo a fare il finto detective. Tutte scuse! perche' la paura e l'adrenalina mi stavano salendo a mille! E non a torto, perche' una sorpresa era li ad aspettarmi...
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